Autotrasporto: il decreto 14 novembre 2025 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti introduce una nuova tabella sanzionatoria
Con il decreto del Direttore generale per la sicurezza stradale e l’autotrasporto del 14 novembre 2025, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato una nuova tabella ricognitiva di correlazione tra le infrazioni stabilite dalla normativa dell’Unione europea in materia di trasporto su strada – di cui all’allegato I del reg. (UE) 2016/403 della Commissione – e la normativa sanzionatoria nazionale applicabile. Il provvedimento abroga contestualmente la precedente tabella, pubblicata con decreto del Direttore generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità il 15 dicembre 2016. L’intervento si è reso necessario per porre rimedio alle copiose infrazioni introdotte dalla normativa eurounitaria nel 2016 ancora prive di una corrispondente sanzione prevista dal diritto interno.
Le nuove prescrizioni investono ambiti nevralgici della disciplina del trasporto su strada, tra cui l’accesso alla professione, il rispetto dei tempi di guida e di riposo, l’utilizzo corretto dei cronotachigrafi, il distacco dei conducenti e la classificazione delle violazioni gravi suscettibili di incidere sull’onorabilità dell’impresa.
Un profilo di particolare rilievo concerne il coordinamento con il sistema ERRU (European Register of Road Transport Undertakings), il Registro europeo delle imprese di trasporto su strada. La normativa vigente impone agli Stati membri la trasmissione di informazioni uniformi relative alle infrazioni al fine di consentire un controllo coordinato sui comportamenti recidivi e di valutare, mediante l’implementazione di un sistema a punteggio, l’affidabilità degli operatori. A tal fine, il decreto in esame dispone che la raccolta delle infrazioni avvenga secondo le modalità fissate dal decreto interministeriale del 25 settembre 2024, che disciplina la trasmissione dei dati da parte della Polizia Stradale e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Le nuove regole troveranno applicazione sia in sede di controllo su strada sia in occasione di ispezioni presso le sedi aziendali, con l’obiettivo di garantire piena uniformità tra la normativa europea e quella nazionale, nonché di agevolare la condivisione delle informazioni con gli altri Stati membri.