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Il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale 2026 e la nuova stagione regolatoria della Space Economy italiana

Chiara Schena 14 luglio 2026

Il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale 2026 costituisce un passaggio significativo nel percorso di strutturazione della politica spaziale italiana. Adottato in attuazione degli Indirizzi di Governo approvati dal COMINT nel novembre 2024, esso trova il proprio fondamento normativo nella Legge n. 7/2018, che ha attribuito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l’alta direzione delle politiche spaziali nazionali, affidando all’ASI il ruolo di soggetto attuativo. Il documento si articola attorno a quattro assi: la conoscenza e i benefici per la società; la crescita e la competitività dell’ecosistema industriale; il contesto regolatorio e di governance; la diplomazia spaziale e la cooperazione internazionale.

Il primo asse muove da un’esigenza strutturale: la Space Economy si sviluppa a un ritmo che supera la capacità del sistema-Paese di comprenderla e governarla adeguatamente. Il DSPSN prevede a tal fine percorsi formativi interdisciplinari, il rafforzamento delle competenze STEM e il coinvolgimento organico di università ed enti di ricerca, nella consapevolezza che la costruzione di un solido ecosistema di competenze rappresenti la condizione necessaria affinché gli investimenti normativi e industriali producano effetti duraturi.

Il secondo asse è volto a consolidare la posizione di eccellenza dell’Italia nell’osservazione della Terra e nel trasporto spaziale, rafforzando al contempo il proprio peso nei settori delle telecomunicazioni satellitari, della navigazione e dell’in-orbit servicing. Una specifica attenzione è dedicata alle PMI e alle start-up, sostenute attraverso misure orientate allo scaling-up, all’accesso al capitale e all’internazionalizzazione, quale componente essenziale della competitività complessiva del sistema produttivo nazionale.

Il terzo asse attiene al quadro regolatorio e di governance. Il DSPSN 2026 si colloca all’indomani dell’entrata in vigore della Legge n. 89/2025, che ha introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano una disciplina organica delle attività spaziali, definendo il sistema di autorizzazione e vigilanza degli operatori, il relativo regime sanzionatorio e le modalità di immatricolazione degli oggetti spaziali.

Sul versante della contrattualistica pubblica, il documento promuove delle procedure amministrative più snelle e un modello di pubblica amministrazione capace di operare quale acquirente consapevole, attraverso il ricorso al pre-commercial procurement, ai partenariati pubblico-privati e alle piattaforme per la condivisione dei dati. Ne deriva, per gli operatori privati, l’esigenza di dotarsi di modelli contrattuali più rigorosi, con particolare riguardo ai profili di responsabilità, alla sicurezza delle infrastrutture, alla continuità del servizio, all’interoperabilità dei sistemi e alla tutela della proprietà intellettuale.

Il quarto asse attiene alla diplomazia spaziale e alla cooperazione internazionale. L’Italia intende consolidare la propria presenza nelle principali sedi multilaterali — ESA, Unione europea, ONU/COPUOS — e nelle partnership bilaterali con i Paesi strategicamente rilevanti. In tale contesto, la Presidenza italiana del COPUOS nel biennio 2026-2027 rappresenta un’occasione per incidere sulla definizione delle regole internazionali in materia di sostenibilità orbitale e di gestione del traffico spaziale.

Sul piano della responsabilità civile, la progressiva moltiplicazione degli attori privati estende considerevolmente il perimetro dei possibili scenari di danno — dalle collisioni orbitali alle interferenze elettromagnetiche, dall’interruzione dei servizi ai danni a infrastrutture critiche con potenziali ricadute transfrontaliere. Di fronte a tale complessità, la disciplina nazionale è chiamata a misurarsi con il diritto internazionale dello spazio, con il quadro regolatorio europeo in via di definizione — in primo luogo con la proposta di EU Space Act — e con le prassi contrattuali e assicurative già consolidate nel settore.

Il DSPSN 2026 segna, in definitiva, l’avvio di una fase più matura della Space Economy italiana in cui la sfida principale consisterà nel tradurre la programmazione in attuazione concreta costruendo un mercato nel quale l’innovazione e la sicurezza procedano congiuntamente.