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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presenta il Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035

Giandomenico Milillo 29 maggio 2026

Il 12 maggio 2026, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato presentato il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 alla presenza di rappresentanti istituzionali, operatori aeroportuali, vettori e parti sociali.

Il documento, elaborato dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), si propone come strumento d’indirizzo politico e tecnico per lo sviluppo della rete aeroportuale italiana nel prossimo decennio, anche alla luce dei positivi risultati conseguiti nel 2025 (l’ENAC ha riscontrato un aumento del traffico di passeggeri del 5% rispetto al 2024, con la movimentazione di 229,7 milioni di persone negli aeroporti italiani, con un importante ruolo propulsivo operato dai voli intercontinentali, dove il traffico è aumentato del 7%).

L’obiettivo centrale del nuovo Pna è incrementare ulteriormente la capacità di gestione del sistema aeroportuale nazionale fino al target di 305 milioni di passeggeri l’anno entro il 2035, mediante il potenziamento di infrastrutture e di snodi intermodali, senza trascurare le esigenze legate alla sostenibilità ambientale, in linea con il Green Deal eurounitario.

La prospettiva senz’altro ambiziosa deve comunque essere rapportata – come rammenta il PNA vigente – alla luce di potenziali shock macroeconomici e di cicli di domanda non sempre lineari, come dimostrato dagli effetti della pandemia.

Sul piano strutturale, la novità più rilevante è il passaggio da una logica di bacini di utenza univoci a un modello integrato di tredici sistemi aeroportuali, che, ispirandosi all’esperienza pugliese (dove gli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie operano da anni in gestione territoriale sinergica), subentra all’attuale configurazione di quarantuno scali.

I sistemi territoriali di rete individuati dal piano sono i seguenti: Nord Ovest, Nord Est, Milano (Linate e Malpensa), Emilia-Romagna, Toscana, Lazio-Roma Fiumicino (ove è prevista la realizzazione di una quarta pista di atterraggio), Campania, Puglia, Calabria, Sicilia occidentale e orientale e Sardegna.

Il PNA dedica ampio spazio all’integrazione intermodale (tema, invero, già strutturale nel Piano del 2022), ove il Ministero ha annunciato investimenti pari a 1,2 miliardi di euro destinati ai collegamenti ferroviari verso gli aeroporti di Bergamo Orio al Serio, Olbia Costa Smeralda, Verona Catullo e Venezia Marco Polo.

Il documento affronta, inoltre, i temi della sostenibilità ambientale – con obiettivi crescenti al 2030 e al 2035 sulla quota di passeggeri che giungono in aeroporto con i mezzi pubblici collettivi – della digitalizzazione, con le torri di controllo digitali già operative a Brindisi e Perugia, e della mobilità urbana avanzata, inclusi i velivoli elettrici a decollo verticale (eVTOL – c.d. «electric Vertical Take-Off and Landing») e la destinazione di Taranto-Grottaglie a hub per i voli suborbitali (c.d. «spazioporto»).

Infine, particolare attenzione è dedicata allo sviluppo del traffico cargo, oggi concentrato prevalentemente su Milano Malpensa, con l’obiettivo di estenderne la presenza agli scali di Brescia, Taranto-Grottaglie, Roma e Bologna.

Resta aperta una questione di trasparenza regolatoria rilevante per gli operatori del settore, dal momento che il testo integrale del PNA 2026-2035 non risulta attualmente pubblicato nella sua totalità.