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L’ utilizzo illegale degli Unmanned Aircraft Systems da parte dell’Iran

Lara Discepolo 28 aprile 2026

La Convenzione relativa all’aviazione civile internazionale che è stata conclusa a Chicago il 7.12.1944 prevede, all’art. 1, che “gli Stati contraenti riconoscono che ogni Stato ha la sovranità piena ed esclusiva sullo spazio aereo al di sopra del suo territorio”. Il medesimo principio era già stato posto alla base della previgente Convenzione di Parigi del 13.10.1919 ed era stato poi recepito, nel nostro ordinamento, dall’art. 3 c. nav., il quale sancisce che è soggetto alla sovranità dello Stato lo spazio aereo che sovrasta il territorio della Repubblica ed il relativo mare territoriale.

Come tristemente noto, in data 28.2.2026 gli Stati Uniti e Israele hanno avviato operazioni militari contro l’Iran, a seguito delle quali Teheran ha risposto mediante attacchi contro gli Stati del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), Paesi che non avevano partecipato a nessuna azione militare contro l’Iran e che avevano dichiarato che non avrebbero permesso l’uso dei loro territori, del loro spazio aereo o delle loro acque per scopi ostili.

In particolare, l’Iran ha adoperato gli unmanned aircraft systems – meglio noti come sistemi aeromobili senza pilota, in questo caso utilizzati a scopi militari – nei confronti delle infrastrutture civili come aree residenziali, infrastrutture economiche, tra cui aeroporti civili e sistemi energetici, presenti nei territori della Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, minando la relativa integrità territoriale e sovranità.

In merito, è intervenuto, in occasione della 237esima sessione, anche il Consiglio dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, il quale, con la decisione adottata in data 31.3.2026, ha condannato l’accaduto, ha deplorato l’utilizzo dei predetti strumenti sottolineando che tale tipologia di azioni risulta essere incompatibile con i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Uniti.

Al riguardo, va richiamato l’ art. 4 della predetta Carta che costituisce la regola cardine volta a garantire la sicurezza collettiva e che statuisce che gli Stati membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite.

Il Consiglio dell’ICAO, esortando l’Iran a rispettare i suoi obblighi ai sensi della Convenzione di Chicago e degli altri trattati internazionali pertinenti in materia di aviazione civile, ha ribadito il grave e persistente rischio esistente nei confronti della sicurezza dell’aviazione civile tanto che, a causa delle incursioni militari non autorizzate nello spazio aereo, è stato necessario interrompere le operazioni di volo civile nell’ambito dell’intera regione.

La decisione adottata dal Consiglio dell’ICAO si inserisce in un quadro particolarmente delicato in cui assume un ruolo fondamentale l’adozione di tutte le misure che contribuiscono a garantire e preservare la sicurezza dell’aviazione civile internazionale.