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L’IMO adotta il primo codice dedicato alle navi a conduzione remota

Giandomenico Milillo 03 luglio 2026

L’International Maritime Organization ha adottato il MASS Code, il primo quadro normativo globale dedicato alle Maritime Autonomous Surface Ships (c.d. MASS).

La decisione è maturata nel corso della 111esima sessione del Comitato per la Sicurezza Marittima, svoltasi a Londra dal 13 al 22 maggio 2026 e segna una svolta nel modo in cui il diritto marittimo concepisce la navigazione commerciale.

Il corpus normativo approvato non rappresenta un via libera indiscriminato alle flotte non dotate di equipaggio a bordo, ma sancisce per la prima volta il riconoscimento giuridico delle navi autonome come categoria operativa distinta, non più soggetta a mere autorizzazioni sperimentali. La norma riconosce gli ormai assodati quattro gradi di autonomia così individuati:

  • Livello 1: nave con processi automatizzati e sistemi di supporto decisionale. I marittimi sono a bordo per gestire e controllare i sistemi e le funzioni di bordo. Alcune operazioni possono essere automatizzate e, talvolta, svolte senza supervisione, ma con marittimi a bordo pronti a prendere il controllo;
  • Livello 2: nave controllata a distanza con personale di bordo. La nave è controllata e gestita da un’altra postazione. Il personale di bordo è disponibile a bordo per assumere il controllo e gestire i sistemi e le funzioni di bordo.
  • Livello 3: nave controllata a distanza senza personale di bordo. La nave è controllata e gestita da un’altra postazione. Non vi è personale di bordo.
  • Livello 4: nave completamente autonoma. Il sistema operativo della nave è in grado di prendere decisioni e determinare le azioni in modo autonomo.

L’impostazione adottata dall’IMO è di tipo goal-based, definendo obiettivi di sicurezza, affidabilità e protezione ambientale, lasciando così maggior spazio di manovra all’evoluzione ed alla sperimentazione tecnologica.

Il codice entrerà in vigore il 1° luglio 2026 come strumento ad adozione volontaria, avviando una fase di sperimentazione e raccolta dati. A dicembre 2026 il Comitato per la Sicurezza Marittima si riunirà nuovamente per definire il quadro dell’Experience-Building Phase, mentre lo sviluppo della versione obbligatoria è previsto per il 2028. L’adozione definitiva è attesa entro il 1° luglio 2030, con piena entrata in vigore il 1° gennaio 2032, tramite emendamento alla convenzione SOLAS.

Per il momento il testo si applicherà esclusivamente alle navi cargo: l’estensione della norma alle navi deputate al trasporto di persone, allo stato, non risulta programmata, considerate le maggiori complessità in materia di sicurezza e responsabilità.

La struttura del non-mandatory MASS Code prevede una sezione introduttiva che enuclea gli obiettivi e l’ambito di applicazione del codice, seguita dall’affermazione dei principi fondamentali caratterizzanti le MASS e i remote operation centre (ROC). Il corpus normativo si conclude con la determinazione dei requisiti funzionali minimi e delle prestazioni previste per la navigazione autonoma e per lo svolgimento delle operazioni a distanza.

Per armatori, cantieri navali e assicuratori si apre finalmente una cornice regolatoria entro cui pianificare investimenti e sviluppare nuove tecnologie. Il lavoro marittimo, inoltre, è destinato a trasformarsi: pur non prefigurando una rapida scomparsa dei marittimi, il Codice indica chiaramente la crescente importanza delle competenze nella gestione di sistemi automatizzati e dei centri operativi di terra (o ubicato a bordo di un’ulteriore nave).