Operation Blue Skies: la mitigazione delle scie di condensazione per la riduzione dell’impatto climatico dell’aviazione
Operation Blue Skies è la prima sperimentazione al mondo, sostenuta da uno Stato, volta a mitigare la formazione delle scie di condensazione mediante l’impiego di modelli di intelligenza artificiale. Le scie di condensazione – nubi che si formano quando il vapore acqueo presente nei gas di scarico dei motori a reazione si condensa e congela attorno alle particelle di fuliggine – sono ritenute responsabili, nella loro forma persistente, di circa un terzo dell’impatto climatico totale dell’aviazione.
L’operazione, del valore di 5 milioni di sterline e della durata di 30 mesi, si svolgerà nello spazio aereo di Shanwick, nella metà orientale del corridoio del Nord Atlantico, che rappresenta circa il 5% del riscaldamento globale causato dalle scie di condensazione. Le prove operative consisteranno in modeste variazioni di quota gestite attraverso i canali standard del controllo del traffico aereo.
Il progetto è cofinanziato dal Dipartimento dei Trasporti britannico (DfT) attraverso il programma ATI – una partnership tra l’Aerospace Technology Institute, il Department for Business and Trade (DBT) e Innovate UK, preordinata allo sviluppo di tecnologie di volo ultra-efficienti e a zero emissioni.
Il consorzio britannico riunisce competenze complementari nei diversi ambiti dell’operazione. A Google UK è affidato lo sviluppo dei modelli predittivi di intelligenza artificiale, con il conferimento delle relative competenze e infrastrutture di calcolo. NATS, principale fornitore britannico di servizi di navigazione aerea, assume la responsabilità delle operazioni di prova, del coordinamento del traffico aereo, della valutazione della sicurezza e della formazione dei controllori. Al Met Office spetta l’accuratezza meteorologica e lo sviluppo di una nuova capacità nazionale di previsione delle scie, mentre Contrails è preposta alla definizione dei parametri operativi e all’integrazione delle previsioni. L’Imperial College London e l’Università di Cambridge, infine, sono incaricati della verifica indipendente dell’impatto climatico.
Il progetto si inserisce nel percorso tracciato dall’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO) con lo Strategic Plan 2026-2050, che persegue la neutralità carbonica del trasporto aereo internazionale entro il 2050. Il Piano individua nella sostenibilità ambientale uno dei sei obiettivi strategici dell’Organizzazione e impegna gli Stati contraenti a mitigare le emissioni e il rumore degli aeromobili e ad adattare operazioni e infrastrutture agli impatti dei cambiamenti climatici. In attuazione di tale Piano, l’ICAO ha esteso il proprio mandato ambientale anche agli effetti climatici non-CO₂, categoria cui appartengono le scie di condensazione.
In tale prospettiva, Operation Blue Skies riveste un rilievo giuridico peculiare: è la prima sperimentazione a fornire, su scala di un intero spazio aereo oceanico, i dati operativi indispensabili affinché gli obiettivi ambientali ICAO in materia di effetti non-CO₂ possano tradursi, nel prossimo triennio, in vere e proprie misure regolatorie applicabili al trasporto aereo internazionale.