Schema di decreto MIT sugli indennizzi nelle concessioni demaniali: parere del Consiglio di Stato e osservazioni della Commissione europea
In data 8 luglio 2025, la Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato ha reso parere sullo schema di decreto predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), recante i criteri per la determinazione dell’indennizzo da corrispondere dal concessionario subentrante a quello uscente, nell’ambito delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a finalità turistico-ricreative e sportive. Lo schema si colloca nel quadro applicativo dell’art. 4, comma 9, della legge n. 118/2022, come modificato dal decreto-legge n. 131/2024.
Pur esprimendo un parere sostanzialmente favorevole, il Consiglio di Stato ha rilevato una serie di criticità attinenti sia al profilo procedimentale che al contenuto sostanziale del provvedimento, con particolare riferimento alla sua coerenza con i principi dell’ordinamento nazionale e dell’ordinamento dell’Unione europea.
Tra le osservazioni formulate dalla Sezione, si segnalano in particolare:
- la necessità di acquisire un nuovo atto di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che non si limiti alla verifica della neutralità finanziaria ma contenga una valutazione degli impatti economici complessivi del provvedimento;
- la configurazione del meccanismo di indennizzo, ritenuto eccessivamente automatico e suscettibile di incidere sull’equilibrio concorrenziale;
- la carenza dell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR), ritenuta non adeguata in relazione agli effetti sull’accesso al mercato, sulle piccole e medie imprese e sulla quantificazione degli oneri per gli operatori subentranti;
- la mancata allegazione della documentazione inerente l’interlocuzione con la Commissione europea, richiamata nel preambolo del decreto-legge n. 131/2024;
- l’assetto del meccanismo competitivo, che valorizza l’entità dell’indennizzo offerto anziché il canone, con possibile effetto sulla valorizzazione del bene pubblico;
- l’estensione dell’indennizzo a beni amovibili e immateriali, quali marchi, software e know-how, che potrebbe determinare vincoli di acquisizione non previsti in via generale nell’ambito concessorio.
Il parere è stato reso il giorno successivo alla trasmissione, da parte della Commissione europea, di una comunicazione nell’ambito della procedura di infrazione n. 4118/2020, con la quale la Commissione ha formulato osservazioni sia in merito alle risposte fornite dallo Stato italiano, sia in relazione al contenuto dello schema di decreto sugli indennizzi. In particolare, è stato sottolineato che l’indennizzo non deve assumere la funzione di barriera all’ingresso nel mercato, dovendo garantire il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e concorrenza richiamati dalla direttiva 2006/123/CE.
Alla luce di quanto sopra, il Consiglio di Stato ha invitato l’Amministrazione a procedere a un riesame dello schema normativo, integrando l’istruttoria e riformulando i criteri di determinazione dell’indennizzo in termini maggiormente selettivi e coerenti con i principi sopra richiamati.